Testimonianza di Alessandro Suckert

Alessandro Suckert (fratello di Curzio Malaparte), racconta la morte del soldato Alberto Lionesio che si trovava con lui presso le artiglierie di Cima Palone (cima che sovrasta il sentiero).
 

  
 
 Sono due notti che spariamo continuamente. In pochi giorni abbiamo sparato 830 colpi. Stamane verso le 12 il forte ha sparato ancora contro di noi. Il tiro è questa volta molto ben aggiustato. Gli shrapnels cadono a noi d'intorrno. Un colpo è scoppiato alla volata (parte anteriore della bocca di fuoco) del 2° pezzo, facendo due incisioni alla volata stessa. I sacchi a terra sono squarciati dalle scheggie. Leonesio salta fuori dal suo riparo e mi dice sorridendo: Oggi la marca male! Quindi scappa a ripararsi di nuovo, perchè si sente un altro proiettile avvicinarsi. E' quello che lo colpisce, una scheggia gli entra nella testa sopra la fronte. Sulle prime sembra solo una scalfitura. Lo si medica alla meglio e quattro soldati lo portano a basso in una barella. Non posso seguirlo. I soldati quando tornano portano un biglietto del medico che l'ha visitato. La ferita è grande. Sto in ansia tutto il giorno. Alla sera finalmente scendiamo a Condino.

(A. Suchert, "Giornale", Firenze 1990, p. 51)