Le streghe
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LE ERBE

EDERA 
Pianta velenosa, specialmente le sue bacche nere, dà vomito e diarrea con depressione nervosa, gravi solo nei bambini. Le foglie possono causare dermatiti. I bambini sono attratti dalle bacche e gli adulti sono rimasti intossicati dalle foglie.
Conosciuta da moltissimo tempo come sedativa, depurativa, ma soprattutto come tossifuga e anticatarrale, utilissima nella tracheite, laringite, asma, tosse e pertosse. Per uso esterno sono usate le foglie, sotto forma di pomate e decotti, nella cura delle ulcerazioni, delle ferite e della cellulite.
Si riteneva che la pianta avesse la proprietà di tenere lontani gli spiriti maligni.
 

FIOR DI STECCO 
Costituisce un esempio di fioritura precoce, con fiori che precedono la comparsa delle foglie; infatti, con il tepore dei primi raggi di sole primaverile essi compaiono sulla parte apicale dei ramoscelli, anche se il terreno intorno è ancora imbiancato di neve. In estate compaiono le foglie lanceolate e le bacche verdi che a maturazione diventano rosse, simili per forma e dimensione a quelle del ribes: una vera attrazione per la curiosità dei bambini. Tutte le parti della pianta e specialmente le bacche sono pericolose per il contenuto di diterpene tossico, la mezereina. Già dieci bacche della pianta possono costituire una dose mortale per un bambino. L'ingestione provoca sintomi quali nausea, vomito, bruciore e ulcerazioni della gola e della bocca, difficoltà respiratoria.

GIUSQUIAMO 
E' un'erba con proprietà allucinogene e si dice che, nel passato, fosse usata per ricavarne pozioni d'amore. Ogni parte della pianta è tossica.Sintomi caratteristici di avvelenamento sono disturbi alla vista, delirio e convulsioni che conducono al coma e alla morte. Le proprietà venefiche del giusquiamo sono conosciute da molto tempo e, parallelamente, i suoi possibili usi medicinali.  Oggi si usano gli alcaloidi estratti dalle foglie e dai germogli verdi della pianta come sedativo per curare malanni totalmente differenti tra loro, quali le malattie mentali ed il mal di mare.
Nell'ambito dell'occulto si ritiene che possa aumentare le capacità divinatorie e permettere l'evocazione degli spiriti.
 
MALVA 
Ha sempre goduto della stima popolare, sia per la bellezza dei suoi grandi fiori rosa-violetti sia per il suo valore come alimento e medicinale. Nell'epoca medievale, quand'era diffusa la convinzione che gli elisir d'amore fossero efficaci, questa pianta godette di una reputazione come antiafrodisiaco, favorente cioè una condotta calma e sobria. In tempi più recenti, le foglie di malva sono state usate per estrarre i pungiglioni di vespa e la sua linfa gommosa è stata ridotta in poltiglia e adoperata come pomata rinfrescante. Si dice che le streghe la usassero contro le rivali o contro chi voleva far loro del male.

 

ELLABORO 
E' una pianta erbacea perenne, presente allo stato spontaneo nei boschi ombrosi calcarei, è diffusa come pianta da giardino a fioritura invernale e più conosciuta come "rosa di Natale". E' cosituita da foglie picciolate che permangono fino a dicembre. In questo periodo e fino a marzo circa, compaiono i fiori, di colore variabile dal bianco al rosa o al rosso vinoso. Per il contenuto in glicosidi cardioattivi la cui azione danneggia il muscolo cardiaco, questa pianta è ritenuta molto tossica sia per gli uomini che per gli animali. Il quadro clinico è costituito da sensazione di bruciore alla bocca, vomito, diarrea e coliche addominali. Si pensa che le streghe la usassero per gli incantesimi e che, spargendo davanti a sé frammenti di questa pianta, si diventasse invisibili.
 

TAMARO 
e' E' una pianta perenne la cui fioritura si ha tra aprile e maggio.
Il frutto è una bacca ovoide rossa, lucida, con una punta scura.
In alcune zone il giovane germoglio, molto somigliante a quello del Luppolo, viene consumato come verdura, ma è prudente astenersene perché, sia le bacche che la radice di questa pianta, sono fortemente velenose e il solo contatto del succo con la pelle produce un forte bruciore. Un tempo la radice era impiegata come efficace diuretico ed antiasmatico, ritenuta capace di distruggere o espellere i calcoli; questo impiego è stato, però, abbandonato perchè non privo di pericoli essendo essa fortemente purgativa e vomitiva, in grado di provocare irritazioni gastriche ed intestinali.

TASSO  
Fioritura da aprile a maggio. Il frutto è un arillo carnoso vivacemente colorato che circonda un solo seme, matura ad agosto-settembre. E' conosciuta da tempo immemorabile come pianta velenosa e per questo viene denominata "Albero della morte"; il principio tossico, la tassina, è contenuto in tutte le sue parti ad eccezione della polpa dell'arillo (involucro carnoso intorno al seme). Gli effetti velenosi sono: vomito, diarrea, dolore addominale, delirio e convulsioni, rallentamento dell'attività cardiaca fino a cessazione completa.
Durante il Medioevo si sosteneva che la dea lunare apparisse a streghe e maghi con torce ricavate dal suo legno.

 

VERATRO  
E' una pianta erbacea perenne con rizoma carnoso e i fiori estivi raccolti in pannocchie terminali. Erroneamente confuso con la genziana, che però ha le foglie opposte invece che alterne, può essere raccolto ed utilizzato per la preparazione casalinga di liquori e tisane.
L'ingestione di parti della pianta, di tisane preparate con essa o l'inalazione della polvere possono scatenare la sintomatologia caratteristica: soprattutto il vomito spontaneo, che per la sua precocità limita gli effetti sistemici; possono associarsi nausea, vertigini, sudorazione profusa e fredda e il rallentamento della frequenza cardiaca.

 

PERVINCA  
Nell'Inghilterra medievale ghirlande e corone di questa pianta venivano talora portate dai condannati a morte, forse perché questa pianta sempreverde era ritenuta simbolo di immortalità. Veniva usata anche in medicina, e uno scrittore inglese del secolo XVII le attribuiva "eccellente virtù di fermare il sangue da naso dei cristiani, se facevano una ghirlanda e se l'appendevano al collo". In quella stessa epoca gli erboristi la consigliavano anche come mezzo per accrescere la fertilità.
Era detta "viola delle streghe" e, mischiata con altri ingredienti, serviva per gli incantesimi d'amore.

 

 

STRAMONIO 
Contiene principi attivi di grande importanza farmacologica che, tuttavia, possono risultare molto tossici. Foglie e semi svolgono azioni di tipo antinevralgico, antispasmodico, antiasmatico e antireumatico dovute alla presenza di numerosi alcaloidi, il cui insieme prende il nome di daturina.
Le foglie di stramonio di prima scelta sono utilizzate per confezionare sigarette antiasmatiche, ottime calmanti  e regolatrice del ritmo respiratorio.
Poche gocce di questa pianta davano alle streghe allucinazioni e sensazioni di volo.

 

Notizie tratte da un opuscolo di Francesco Rigobello