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LA SOENDA
Quale metodo adottavano i borér per far discendere il legname a valle o sulla strada nel periodo anteriore alla comparsa delle teleferiche?
C'erano due tipi di condotta per le bore: la soenda e il söl.
La soenda era sopraelevata, il söl era adagiato sul terreno (la parola söl significa suolo). La prima si costruiva per far attraversare al legname valli rocciose e costoni ripidi. Era difficile da costruire e richiedeva più tempo e maggior spreco di legname perchè viaggiava sopraelevata, sostenuta dai così detti cavài (cavalli). E' chiaro che quando era possibile si costruiva un söl e non una soenda. Nella soenda i cavalli sostenevano una specie di canale aereo. Ogni cavallo era costituito da cinque tronchi: due punte piantate nel terreno, un capél che lo sormontava e due òntene, cioè due rinforzi laterali obliqui.

I cavalli erano distanti uno dall'altro quattro metri, in quanto le misure normali delle bore che servivano per costruire la condotta erano di quattro metri. Il canale sopraelevato che formava la soenda era costituito da cinque tronchi per ogni "campata" (la distanza fra due cavalli successivi): tre cimali che formavano il letto e che venivano chiamati fondì e due bore laterali dette sponde.
La punta del fondì veniva assottigliata e fatta entrare in un incastro praticato nei piedi dei fondì della campata superiore. Era importante che l'incastro fosse sufficientemente profondo, in modo che la punta non emergesse da esso, anzi rimanesse leggermente più bassa. In tal modo, le bore in arrivo trovavano un leggero salto e nessun ostacolo alla loro corsa.
Il söl era una soenda adagiata sul terreno e non esistevano quindi cavalli. Per impedire che le sponde venissero spinte verso l'esterno dai tronchi in arrivo, si mettevano dei rinforzi costituiti da sassi e da altri tronchi di legname. Mentre il söl poteva avere anche forti pendenze, la soenda si costruiva con inclinazioni leggere e sempre regolari. Dovrebbe apparire evidente che le curve della condotta dovevano essere dolci e aperte, per impedire che la forza delle bore in discesa spingesse all'esterno le sponde.
(sintesi da: Delio Brigà, La fata Gavardina, Publiprint Editrice)
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