Festa di festa di San Martino

Come ormai accade da qualche anno Cimego è all'insegna della riscoperta di antiche tradizioni. Ne sono prova i festeggiamenti per il "Trato Marzo", per la "Festa del fuoco e delle polente", per non parlare poi di tutto ciò che è inerente l'apprezzatissimo Sentiero Etnografico Rio Caino.
 

Anche la festa patronale in onore di San Martino rientra da un po' di tempo nelle proposte della locale Pro-loco che approfitta anche di questa occasione per dilettare il pubblico presente con brulé, caldarroste e frittelle.
 

 Quest'anno però, è avvenuto un qualcosa di veramente "particolare" e suggestivo: i bambini della Scuola Materna insieme agli alunni dell'Istituto Comprensivo di Pieve di Bono hanno rievocato la figura del Santo con una lunga processione a lumi di lanterne...
 

...con canti in italiano e in tedesco...
 

 ...per concludere con una recita intorno al fuoco, acceso, per la circostanza, nel piazzale antistante il Municipio.
 

La presenza di un numeroso pubblico ha tangibilmente sancito il successo dell'iniziativa.

La leggenda di S. Martino

Era l'11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero. Ma ecco che lungo la strada c'è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo. Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. "Poveretto, - pensa - morirà per il gelo!" E pensa come fare per dargli un po' di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo. E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un'idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto.
"Dio ve ne renda merito!", balbetta il mendicante, e sparisce.
San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma.

 

 

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