Eresia Apostolica Dolciniana
Dolcino | Margherita | Fabbro Alberto | Gli apostolici | La dottrina dolciniana
Gli Apostolici
La setta degli Apostrolici si sviluppò tra il 1260 e 1307 e fu fondata da Gherardo Segalelli di Parma. Costui, sull'esempio di san Francesco, si era spogliato di tutti i suoi beni per predicare la povertà e la penitenza.
L'aspetto principale del movimento apostolico, come di altri di quel tempo, fu senz'altro il desiderio di tornare alla vita dei primi cristiani, la rivalutazione della donna cui si riconoscevano quelle funzioni di predicazione dottrinale tradizionalmente riservate agli uomini, nonché la radicale rivalutazione ancora del laicato nei confronti del clero regolare al punto da far quasi scomparire ogni differenza fra laici ed ecclesiastici.
"Chi entrava a far parte della setta non era sottoposto a nessuna cerimonia particolare, ma si spogliava dei propri vestiti in segno di rinuncia ad ogni genere di proprietà e di ingresso nel perfetto stato di povertà di vita evangelica, non pronunciava voti, ma nel suo cuore prometteva di vivere poveramente".
(sintesi da un articolo di Franco Bianchini, apparso sulla rivista "Passato Presente - Contributi alla storia della Val del Chiese - Quaderno n° 4)
La dottrina dolciniana
La dottrina predicata da Dolcino si innesta sul pensiero di un precedente movimento ereticale: quello degli apostolici.
I principi fondamentali della dottrina di Dolcino sono espressi in tre lettere, non pervenuteci direttamente ma per fonti "avverse" (dall'inquisitore delle setta apostolica Bernardo Gui).
Nella prima lettera, che risale all'agosto del 1300, Dolcino precisa che la sua congregazione si fonda sui principi degli Apostolici, ne segue la povertà, e lo stile di vita senza vincoli esteriori di regola alcuna. Essa è stata scelta da Dio ed inviata nel mondo per spiegare adeguatamente le profezie contenute nelle Sacre Scritture del Vecchio e del Nuovo Testamento, e per combattere gli esponenti della gerarchia ecclesiastica che Dolcino definisce "avversari e ministri del diavolo". Costoro sono infatti destinati ad essere dispersi ed uccisi se non si convertiranno alla dottrina degli Apostolici.
Nel dicembre del 1303 ne scrisse una seconda in cui si proclamò capo della congregazione apostolica, ricordando fra l'altro i suoi più fedeli discepoli: in primo luogo la diletta Margherita, quindi i "fratelli" Alberto da Cimego, Valderico da Brescia, Longino da Bergamo e federico da Novara. Ricordò ancora che i fedeli che erano confluiti nella sua congregazione in tutta Italia erano circa quattromila.
Nella terza lettera che Dolcino inviò "a tutti i fedeli di Cristo" annunciò di aver finalmente trovato un luogo inespugnabile - la Parete Calva del monte Balma, a poca distanza da Varallo - e li invitò a raggiungerlo per unirsi a lui nella lotta.
(sintesi da un articolo di Franco Bianchini, apparso sulla rivista "Passato Presente - Contributi alla storia della Val del Chiese - Quaderno n° 4)
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